Dirigente accompagnatore Dario Meneghini
Dirigente accompagnatore Massimo Romagnoli
Dirigente accompagnatore Delfino Savino
Giocatori:
Riccardo Conti PORTIERE
Antonio Sportiello DIFENSORE
Filippo Pascarella DIFENSORE
Manuele Termini DIFENSORE
Alessandro Delfino CENTROCAMPISTA
Diego Meneghini CENTROCAMPISTA
Daniele Tota CENTROCAMPISTA
Alessandro Tota CENTROCAMPISTA
Samuel Romagnoli CENTROCAMPISTA
Davide Morucchio CENTROCAMPISTA
Andrea Cannella ATTACCANTE
Alberto Atzori ATTACCANTE
lunedì 10 maggio 2010
I PRINCIPI FONDAMENTALI NEL GIOCO DEL CALCIO
Possiamo dividere la partita di calcio essenzialmente in due parti ben distinte:
Fase di possesso palla (la mia squadra ha la palla, indipendentemente dalla posizione del campo e dal giocatore)
Fase di non possesso palla (la squadra avversaria ha la palla, indipendentemente dalla posizione del campo e del giocatore)
Nella tattica individuale in fase di possesso palla il giocatore deve conoscere:
1) Lo smarcamento: in zona luce (zona dove sia possibile ricevere la palla); in diagonale
2) Difesa e protezione della palla: ad ogni ricezione devo mettere il corpo a protezione della palla; andare sempre in contro alla palla; andare sempre sul punto di caduta su palloni che arrivano dall'alto
3)Passaggio: la precisione determina il vantaggio rispetto alla conduzione della palla: è più veloce; supero più avversari in un colpo solo; determina meno consumo energetico
4)Guida della palla, finta e dribbling
5)Tiro in porta
Nella fase di non possesso palla, deve conoscere:
1)Presa di posizione: in diagonale rispetto alla palla; rientrare verso la porta
2)Marcamento: a uomo (la posizione è determinata dall'avversario); a zona (la posizione è determinata dalla palla)
3)Intercettamento e/o anticipo: contrasto diretto; contrasto indiretto (mettere in zona d'ombra l'avversario)
4)Difesa della porta: difendere il portiere nei suoi interventi; non girarsi in occasioni di possibili tiri degli avversari; copertura di parte della porta con il corpo; non ostacolare il proprio portiere
I princìpi di gioco collettivi, in fase di possesso palla sono:
1)Scaglionamento: i giocatori non devono mai trovarsi in linea, ma devono formare dei triangoli tra di loro.
2)Penetrazione: o anche profondità e verticalizzazione. Bisogna arrivare prima possibile nelle vicinanze dell'area di rigore degli avversari, per essere in zona pericolosa per gli avversari e lontani da quella di pericolo per la nostra squadra.
3)Ampiezza: sfruttare tutta l'ampiezza del terreno di gioco per creare spazi utili ed aprire le maglie della difesa avversaria
4)Mobilità o movimento: il gioco del calcio è movimento. La creazione di spazio è dettata dai movimenti dei singoli
5)Imprevedibilità: ogni situazione deve essere resa imprevedibile per gli avversari, anche se ripetuta, attraverso finte ecc…
I princìpi di gioco in fase di non possesso palla sono:
1)Scaglionamento: bisogna disporsi in modo tale per stringere più possibile il campo libero agli avversari. Scaglionarsi significa anche essere in grado di dare copertura reciproca ai compagni.
2)Azione ritardatrice:intervenire per alterare i tempi di gioco degli avversari, facendo perdere tempo alla squadra avversaria nella profondità, oppure limitando i tempi di gioco. Si può attuare attraverso due atteggiamenti diversi: temporeggiamento; pressing e fuorigioco
3)Concentrazione: riferita alla dislocazione sul terreno di gioco. La difesa deve essere posizionata in modo tale da difendere con più elementi la zona pericolosa del campo, cioè quella davanti alla nostra porta.
4)Equilibrio: mantenere la possibilità di copertura reciproca in ogni circostanza
5)Controllo e limitazione: non farsi attirare dalla palla, ma rispettare la difesa degli spazi davanti alla nostra porta.
Fase di possesso palla (la mia squadra ha la palla, indipendentemente dalla posizione del campo e dal giocatore)
Fase di non possesso palla (la squadra avversaria ha la palla, indipendentemente dalla posizione del campo e del giocatore)
Nella tattica individuale in fase di possesso palla il giocatore deve conoscere:
1) Lo smarcamento: in zona luce (zona dove sia possibile ricevere la palla); in diagonale
2) Difesa e protezione della palla: ad ogni ricezione devo mettere il corpo a protezione della palla; andare sempre in contro alla palla; andare sempre sul punto di caduta su palloni che arrivano dall'alto
3)Passaggio: la precisione determina il vantaggio rispetto alla conduzione della palla: è più veloce; supero più avversari in un colpo solo; determina meno consumo energetico
4)Guida della palla, finta e dribbling
5)Tiro in porta
Nella fase di non possesso palla, deve conoscere:
1)Presa di posizione: in diagonale rispetto alla palla; rientrare verso la porta
2)Marcamento: a uomo (la posizione è determinata dall'avversario); a zona (la posizione è determinata dalla palla)
3)Intercettamento e/o anticipo: contrasto diretto; contrasto indiretto (mettere in zona d'ombra l'avversario)
4)Difesa della porta: difendere il portiere nei suoi interventi; non girarsi in occasioni di possibili tiri degli avversari; copertura di parte della porta con il corpo; non ostacolare il proprio portiere
I princìpi di gioco collettivi, in fase di possesso palla sono:
1)Scaglionamento: i giocatori non devono mai trovarsi in linea, ma devono formare dei triangoli tra di loro.
2)Penetrazione: o anche profondità e verticalizzazione. Bisogna arrivare prima possibile nelle vicinanze dell'area di rigore degli avversari, per essere in zona pericolosa per gli avversari e lontani da quella di pericolo per la nostra squadra.
3)Ampiezza: sfruttare tutta l'ampiezza del terreno di gioco per creare spazi utili ed aprire le maglie della difesa avversaria
4)Mobilità o movimento: il gioco del calcio è movimento. La creazione di spazio è dettata dai movimenti dei singoli
5)Imprevedibilità: ogni situazione deve essere resa imprevedibile per gli avversari, anche se ripetuta, attraverso finte ecc…
I princìpi di gioco in fase di non possesso palla sono:
1)Scaglionamento: bisogna disporsi in modo tale per stringere più possibile il campo libero agli avversari. Scaglionarsi significa anche essere in grado di dare copertura reciproca ai compagni.
2)Azione ritardatrice:intervenire per alterare i tempi di gioco degli avversari, facendo perdere tempo alla squadra avversaria nella profondità, oppure limitando i tempi di gioco. Si può attuare attraverso due atteggiamenti diversi: temporeggiamento; pressing e fuorigioco
3)Concentrazione: riferita alla dislocazione sul terreno di gioco. La difesa deve essere posizionata in modo tale da difendere con più elementi la zona pericolosa del campo, cioè quella davanti alla nostra porta.
4)Equilibrio: mantenere la possibilità di copertura reciproca in ogni circostanza
5)Controllo e limitazione: non farsi attirare dalla palla, ma rispettare la difesa degli spazi davanti alla nostra porta.
sabato 8 maggio 2010
Le pagelle di Rapid T. - Druento
Conti 7,5
Pascarella 7,5
Romagnoli 7,5
Termini 7,5
Atzori 7,5
Meneghini 7,5
Tota 7,5
Cannella 7,5
Delfino 7,5
Sportiello 7,5
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Andrea Cannella bomber del Druento
RAPID TORINO - DRUENTO 0 - 3
Grande partita per i ragazzi del Druento che si divorano il Rapid Torino con il punteggio di 0 - 3.
E' stata una partita stupenda e che ha fatto divertire il pubblico. I ragazzi hanno dato il massimo manifestando netti margini di miglioramento. Sabato a Druento si giocherà l'ultima partita di campionato contro il fanalino di coda Santa Rita.
venerdì 7 maggio 2010
IL VALORE DELLA MUSICA IN UN PICCOLO SOGNO

Appassionati lettori di Mediterraneonline.IT buongiorno.
Oggi è il 5 maggio 2010, si celebra San Leo di Montefeltro: Leo, che in latino significa forte come un leone. Nel 257 due cristiani di nome Leone e Marino, provenienti dall’isola di Arbe in Dalmazia, giungono a Rimini attratti dall’opportunità di lavorare come scalpellini. Accanto al lavoro mettono da subito l’attività di evangelizzazione della popolazione riminese. Per sfuggire alla persecuzione dell’Imperatore Diocleziano, si rifugiano in cima al Monte Titano. Dopo tre anni Leo (Leone), con un piccolo gruppo di compagni, si reca presso la rupe del Monte Feliciano dove costruisce una piccola cella e una cappella dove, nel segreto, raduna i Cristiani. La sua opera missionaria lo portò a diventare pastore della futura diocesi di Montefeltro, della quale, per tradizione, è considerato il primo vescovo, anche se l’istituzione ufficiale della diocesi è avvenuta alcuni secoli dopo. Dopo la morte di Leone, il suo corpo viene deposto in un sarcofago di pietra di cui si conserva tutt’oggi il coperchio.
Il 5 maggio è una data ricca di avvenimenti, di ricordi: in ambito sportivo ricordiamo l’ottavo scudetto dell’Inter nel 1963; il 26° scudetto della Juventus che, nell’ultima giornata di campionato, supera l’Inter che perde a Roma contro la Lazio, era l’anno 2002.
In questa data ricordiamo anche: la morte di Napoleone Bonaparte che salì al cielo nel 1821; l’assassinio del procuratore capo di Palermo Scaglione nel 1971; lo schianto sulla Montagna Longa dell’aereo DC-8 partito da Roma con destinazione Palermo, morirono 115 persone.
Se per ricordare il passato rammentiamo avvenimenti reali, veri, certi, evidenti, il futuro bisogna immaginarlo, sognarlo, conquistarlo.
Un uomo che non sogna è un uomo che non vive. Solo i sogni ci permettono di evadere dalla realtà, così scura e brutta. Solo i sogni ci trasportano in un mondo migliore, rendendoci possibile la vita, permettendoci di andare avanti e dandoci la forza di combattere per i nostri ideali e per le nostre idee.
Il futuro appartiene soltanto a chi crede nella bellezza dei propri sogni.
Senza dubbio il lavoro in tutti i suoi aspetti costituisce la tematica e problematica piu’ rilevante e attuale di questo paese. “L’occupazione in Italia va bene”. Queste sono le parole del ministro del Welfare Sacconi, una sorta di presa in giro per i quasi 3 milioni di disoccupati italiani. Il lavoro è un diritto, non una concessione del governo a chi ha le tessere del partito caro Signor Sacconi. Ma come si dice in calabria “u saziu non canusci u diunu” e chi percepisce 16.000 (sedicimila) euro al mese di indennità parlamentare non sa che in Italia, molti dei cosiddetti “occupati” percepiscono stipendi ridicoli: dai 300 euro al mese che percepisce una commessa per stare 10 ore a pulire vetrine, ai 500 euro che percepisce un impiegato call center per passare le ore dietro ad un telefono.
Ma chi pensa che vogliamo vivere la nostra vita in funzione dei soldi si sbaglia di grosso: non siamo ipocriti per carità, la moneta serve eccome se serve, ma la felicità non proviene dal denaro, e su questo ne siamo più che certi. Il denaro rappresenta la radice di ogni male, dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fiori.
La vita è soprattutto musica, la musica è vita: un binomio inscindibile, un connubio magico. Un mondo senza musica non riusciamo proprio ad immaginarlo. Nel cuore di ciascuno di noi c’è una canzone capace di ricordarci ciò che più apprezziamo e desideriamo, qualcosa che sapevamo fin dalla nostra infanzia. Il canto è sinonimo di felicità, il canto appartiene a tutti: dal pastore mentre guida il suo gregge, al manovale mentre impasta il cemento, passando per il contadino che canta mentre ricopre di terra una piantina verde sperando che un giorno possa nascere una rosa rossa.
E poi ci le canzoni degli innamorati: 1-I don’t Wanna miss a thing-Aerosmith, 2-Everything I do-Bryan Adams, 3-Always-Bon Jovi, 4-A te-Jovanotti, 5 Ti sposerò perchè-Eros Ramazzotti, 6-Una canzone d’amore-Vasco Rossi, 7-Il centro del mondo-Ligabue, 8-Stand by me-B.E.King, 9-Imbranato-Tiziano Ferro ,10-Thank you for loving me-Bon Jovi.
Ma in un mondo che non ci vuole più, cerchiamo di giocare onestamente perchè abbiamo le carte vincenti: sogni, ambizioni, passioni, e la musica che ci sostiene, ci spinge, ci dà la forza di andare avanti.
E’ un canto libero come un bambino che gioca sereno al fianco della sua mamma, un bambino che sogna di diventare un calciatore, un cantante, un medico, un meccanico, un professore, uno scienziato. E guai a toccare i sogni di un bambino, sono il motore della vita. Un bambino che un giorno crescerà e dovrà seguire il proprio cammino, il proprio destino, la propria stella, protetto dalla luna, quella stessa luna che osserviamo dalla finestra quando, in piena notte, non riusciamo a dormire, sfidati da mille pensieri, mille problemi, mille domande, mille dubbi. E’ una notte da scordare in un silenzio fatto per pregare. E’ un mondo che và, dove non si sa, ma quanto amore via con lui.
Rosario Ligato
http://www.mediterraneonline.it/2010/05/05/il-valore-della-musica-dentro-un-piccolo-sogno/
SABATO Rapid Torino - Druento
Il roccioso capitano Manuele Termini
Dopo un turno di riposo concesso dal mister, rientrano in squadra: Termini, Delfino e Sportiello che si aggiungono agli altri convocati per la sfida contro il Rapid Torino in programma sabato 8 maggio alle ore 14:30, penultima partita di campionato
Ecco la lista al completo dei convocati:
1) Conti
2) Pascarella
3) Termini
4) Delfino
5) Sportiello
6) Meneghini
7) Atzori
8) Cannella
9) Romagnoli
10) Tota
Dirigenti
Meneghini
Romagnoli
Delfino
Allenatore
Ligato
domenica 2 maggio 2010
LA FORZA DELLA SOCIETA' E' IL FUTURO DEI GIOVANI
Oggi hanno esordito con gli esordienti ben 4 ragazzi dei pulcini di mister Manuguerra. Alessio, Alessandro, Diego e Matteo, si sono disimpegnati abbastanza bene. Un motivo d'orgoglio per questa giovane società che, con tanti sacrifici, punta alla crescita di questi ragazzi. Tutti uniti dunque verso un unico intento: crescere, imparare a giocare a pallone e soprattutto diventare uomini.
FORZA DRUENTO
LE PAGELLE DI DRUENTO - MIRAFIORI
CONTI 7
PASCARELLA 7
MENEGHINI 7
TOTA 7
ROMAGNOLI 7
CANNELLA 7
ATZORI 7
ALESSIO99 7
ALESSANDRO99 7
DIEGO99 7
MATTEO99 7
VITTORIA MERITATA DEL DRUENTO
Superato il Mirafiori per 3 a 2.
Ottima prestazione per gli esordienti del Druento che, rinforzati da 4 ragazzi del 1999 battono il Mirafiori. E' stata una bella partita, giocata con un buon ritmo e buona intensità. E' stata una delle più belle partite viste al comunale di Druento. Tutti i ragazzi hanno giocato una grande partita seguendo le direttive del mister.
I ragazzi hanno un grosso potenziale, e quando vogliono riescono a tirarlo fuori. Oggi, di fronte ci poteva essere il Barcellona, i ragazzi avrebbero battuto chiunque.
Dimostrazione che, quando una cosa la si vuole, la si ottiene. Come? Con la voglia, la motivazione e la concentrazione.
domenica 25 aprile 2010
SENZA VOGLIA NON SI VA DA NESSUNA PARTE

Quella che vedete è una "maca", è bellissimo adoperarla in un bel giardino dove il vento ti culla e il canto degli uccelli ti accompagna nel tuo fantastico riposo. Qualcuno di voi non l'ha mai usata, fatelo non ve ne pentirete.In campo no, non va usata, in campo si dà l'anima e corpo fino alla fine, tenendo sempre alta la concentrazione
Ieri gli esordienti del Druento collezionano la 3/a sconfitta consecutiva, e anche se conta poco ai fini della classifica ( in questo campionato la lega calcio non prevede classifica alcuna, quella che leggete è frutto del nostro modo di vedere il calcio, cercando di dare stimoli ai ragazzi), ieri però si è perso in malo modo, contro una squadra che a stento poteva superare al massimo il centrocampo, invece ci ha rifilato ben 6 (sei) gol.
Dopo la partita di ieri ci sono 2 strade da percorrere: 1) pensare che sono ragazzi e farli divertire senza nessun ostacolo. 2) cambiare registro, diventare ancora più duri e farli diventare uomini prima di tutto. Probabilmente sceglieremo la seconda ipotesi, non siamo all'oratorio, e in una società sportiva dove ogni suo componente fa dei sacrifici per portarla avanti nessuno si deve permettere di giocare senza voglia, senza spirito di sacrificio, senza orgoglio alcuno, mancando di rispetto sopratutto ad alcuni compagni che danno il massimo nonostante una tecnica approsimativa.
Il calcio è uno sport dove l'organizzazione è alla base di tutto, e per avere una buona organizzazione bisogna rispettare delle regole. Inutile prenderci in giro, i genitori compiono grandi sacrifici per alimentare la passione del calcio ai figli, e quando quest'ultimi non hanno riconoscenza di ciò e prendono lo sport come un "faccio quello che voglio" prendono in giro proprio i genitori stessi.
Probabilmente qualcuno prende sottogamba la cosa ma la socità è attenta e vigile e sà come procedere al momento opportuno.
Nessuno chiede prestazioni come l'Inter contro il Barcellona, sia l'allenatore, sia i dirigenti, sia il responsabile della scuola calcio, conoscono bene la situazione in termini tecnici, ma la mancanza di voglia di giocare no, quella non è ammessa. La voglia di giocare al gioco più bello del mondo deve venire da dentro, non c'è tecnica che tenga, non c'è schema che tenga, non c'è tattica da attuare. Ci vuole voglia.
Anche perchè, chi riesce a praticare il calcio in momenti di crisi come questo, dove i genitori fanno le staffette per seguire i ragazzi, si deve ritenere fortunato, colpito da una manna caduta dal cielo, e non cosa dovuta dalla misericordia.
sabato 24 aprile 2010
GENERAZIONI A CONFRONTO

Cari amici e amiche buonasera.
Un vecchio proverbio calabrese recita così: “Botti e panelli fannu i fighhiòli belli”. Ma è davvero così? Servono le botte per far capire ad un figlio come bisogna comportarsi nella vita e per fargli capire cos’è il rispetto e l’educazione? Bella domanda. A volte si, a volte no, a volte bisogna affidarsi alla sorte sperando di avere un pò di fortuna. E’ un discorso opinabile. Possiamo, però, dire con certezza che le nuove generazioni sono molto diverse da quelle precedenti. In negativo s’intende.
Eppure i nostri nonni, i nostri padri, sono cresciuti in un’epoca difficile, dura, spietata, all’insegna del sacrificio, della fame, dell’emigrazione, ma da sempre si sono distinti e si distinguono per qualità morali, educazione, rispetto, valori e principi di ogni genere. Oggi è l’epoca del tutto e subito, è l’epoca del denaro, l’epoca del lusso. I nostri giovani non sanno accettare un no, sono molto fragili e alle prime difficoltà accusano il colpo.
Oggi è un mondo depresso.
Sono molti i fattori che hanno determinato questa triste situazione: il miglioramento in termini economici ha portato ad un cambiamento di stili di vita della nuova gioventù. E fin quì tutto normale. Il problema è che si ragiona pensando che è tutto dovuto, tutto facile da raggiungere, ma è solo un’illusione, e dietro l’illusione il baratro.
Sono cambiati anche i sogni, i desideri, le speranze: 50 anni fa si pensava solo a sopravvivere, il nemico non scherzava, incuteva paura, si chiamava fame e povertà. Le ore di lavoro erano tante, troppe. Le mattine iniziavano all’alba e prima che il gallo cantasse si era già sulla strada che portava nei campi. Il lavoro era duro, pesante, ma dentro il cuore tanta dignità. La sera si tornava a casa senza un briciolo di energia ma con tanta felicità, del resto, ogni giorno era un giorno in più per amare, un giorno in più per sognare, un giorno in più per vivere. Era il periodo delle serenate sotto il balcone della fidanzata, era l’epoca dei capelli alla Elvis Presley, era l’epoca delle canzoni che sono rimasti indelebili nella nostra memoria.
Purtroppo, una nave non può rimanere ancorata in un porto, non avrebbe ragione di esistere, deve navigare per il mondo, affrontando tempeste, onde e venti di ogni genere.
Fare i genitori nel 2010 è un’impresa, crescere dei figli e farli diventare uomini è un capolavoro.
E pensare che in un’epoca dove non ci sono più guerre mondiali, d’indipendenza e quant’altro si potrebbe stare meglio, invece si sta peggio. Si vive male, con pochi sorrisi e molti malumori. Il consumo di alcol è notevolmente aumentato tra le giovani generazioni, toccando picchi sorprendenti tra i quattordicenni e le ragazze. Pur con le opportune cautele, è possibile stimare in 300mila maschi e oltre 160mila femmine di età compresa tra i 14 e i 17 anni, il numero dei giovani maggiormente a rischio, in quanto bevitori di amari e liquori, le bevande a più alta gradazione. L’aumento del numero di coloro che abusano, per quanto difficile da stabilire con precisione, è testimoniato dall’elevata frequenza di problemi alcol-correlati.
Nell’immaginario collettivo dei giovani, per di più, l’alcol non viene percepito come un fattore di rischio, tutt’altro: il bere viene associato a momenti di gioia e di benessere. Si beve per ubriacarsi.
Un dato che fa piangere anche se alla fine non si piange neanche più.
La televisione di oggi non aiuta, è spazzatura vera e propria. Ne fanno parte modelli che danno esempi sbagliati o che non rispecchiano la realtà che è terribilmente diversa.
“Vorrei giocare con la maglia amaranto, quella che indosso mentre canto, e mentre canto una canzone degli ultrà, a modo mio, vorrei giocare una partita anche io”. Da brividi il canto dei tifosi della Reggina che amano una maglia di colore amaranto. Già, la maglia, quella che sognano di indossare tutti i ragazzini che si apprestano ad iniziare a giocare a pallone. Quella stessa maglia che un certo Balotelli ha gettato per terra davanti a milioni di spettatori, un gesto brutto, triste, sgradevole, osceno, immorale. Un’azione compiuta da un ragazzo di 19 anni che percepisce 2 milioni di euro l’anno per giocare a pallone. Indifendibile. E’ stato un gesto che ha umiliato il calcio, gli sportivi, una generazione. Un personaggio pubblico che dovrebbe dare l’esempio ma che invece persevera in atteggiamenti a dir poco irritanti verso chiunque, verso un popolo che l’ha accolto come un gattino indifeso trovato per strada, un popolo che l’ha proposto anche alla nazionale di Lippi.
Balotelli preoccupa e non poco. La sua sfera nervosa è da tenere sotto controllo. Che il ragazzo non fosse tanto “normale” lo si era intuito l’11 marzo 2009: all’Old Trafford si disputava il ritorno degli ottavi di finale di Champions League tra Manchester e Inter. In un’azione di gioco il giovane attaccante dell’Inter si scontrò con Cristiano Ronaldo, pallone d’oro in carica, quest’ultimo cadde a terra, con l’interista che con gesti assurdi intimava al portoghese di rialzarsi. Un episodio che esalta la presunzione di un giovane calciatore alle prime armi contro un campione, il campione, quel Cristiano Ronaldo che tutti conosciamo.
Chi pensava che Balotelli potesse diventare un campione si sbagliava di grosso. Non basta saper tirare 4 calci ad un pallone per essere etichettati come dei campioni. Campioni si è soprattutto fuori dal campo. Campione è Zanetti, campione è Eto’o, campione è Milito, campione è Sneijder, campione è Del Piero, campione è Buffon, campioni erano Baresi, Maldini, Van Basten, Gullit. Fenomeni sono Messi, C. Ronaldo. Balotelli probabilmente non è nemmeno un calciatore.
Il mondo che vorrei? Generazioni di ieri col benessere di oggi. No, non si può. Portare avanti degli ideali si, quello si. Bisogna lottare solo per le cose senza le quali, non vale la pena vivere. Una su tutte: la libertà. Ma oggi l’Italia è un paese libero? Forse si, forse no, punti di vista. In realtà no, non lo è affatto. Il discorso è ampio, merita riflessioni approfondite.
Una concedetecela: ieri c’è stato lo scontro tra Berlusconi e Fini, i giornali e telegiornali ne hanno ampiamente parlato. In sintesi, Berlusconi dice che chi non si allinea al partito deve andare via. E come lo dice, con tanto di arroganza a seguito. Fini risponde dicendo che non c’è scritto da nessuna parte che in uno stesso partito una persona non può avere le proprie idee.
Del resto, Fini in questo caso fa esempi pratici che ogni cittadino italiano condivide: è inammissibile che un medico debba denunciare alle forze dell’ordine un clandestino che ha bisogno di cure o una persona irregolare che sta per partorire.
E’ la riconoscenza dov’è? Forse Berlusconi dimentica che Fini ha rinunciato al simbolo, ex Alleanza Nazionale per fare parte del PdL.
Come finirà? Staremo tutti a vedere.
La politica è tra l’incudine e il martello? “Quandu si incudini statti, quandu si marteddu batti”. Buona serata a tutti.
Rosario Ligato
http://www.mediterraneonline.it/2010/04/23/generazioni-a-confronto/
LA PRIMA PARTITA A 11
Mercoledì la squadra degli esordienti del Druento Calcio 2004 ha disputato un'amichevole contro la Mappanese, la prima in assoluto su un campo a 11. Le diverse dimensioni del campo hanno creato non poche difficoltà ai ragazzi allenati da Mister Ligato, anche se come prima apparizione non si poteva chiedere di più. Se le capacità coordinative dei singoli sono un pò approsimative,(Combinazione motoria: capacità di combinare tra di loro movimenti di segmenti corporei differenti, gesti motori diversi ecc. conduzioni palla+passaggio, guida palla+tiro, salto+colpo di testa, controllo+passaggio
Differenziazione motoria: capacità di selezionare il giusto grado di tensione muscolare a seconda dell'esigenza motoria. Finte, dosaggio della forza nei gesti tecnici, ritmo di corsa
Equilibrio: capacità di mantenere tutto il corpo, sia in fase statica che dinamica, in condizioni di stabilità. giochi in acrobazia, colpo di testa, cambi direzionali e dribbling, contrasti, tuffi vari
Organizzazione spazio/temporale: capacità di definire e variare la posizione e i movimenti del corpo nello spazio e nel tempo, in riferimento ad un campo di azione definito. posizionamento in campo, valutazione di traiettorie e velocità della palla, valutazione della velocità di spostamento dei compagni e degli avversari
Reazione motoria: capacità di iniziare ad eseguire un movimento il più rapidamente possibile in rapporto ad una sollecitazione e nel rispetto della tecnica. reazione alle finte, tempi di attivazione della risposta motoria in rapporto alle situazioni di gioco, ripartenze
Adattamento e trasformazione motoria: capacità che ha l'individuo, mentre svolge un'azione, in base alle variazioni percepite o dedotte dalla situazione, di portare delle modificazioni all'azione programmata in precedenza e di eseguirla in modo, del tutto o in parte, diverso. uno contro uno, cambio tattica di gioco, rimbalzi e deviazioni anomale della palla, variazione del programma motorio in relazione alle iniziative dei compagni e degli avversari
Ritmizzazione: capacità di dare ordine cronologico specifico, ad un atto motorio. adattamento ai tempi e ritmi di gioco, variazioni di ritmo dei movimenti a seconda delle situazione
Fantasia motoria: capacità che consente di risolvere in forma originale e creativa un problema motorio, quindi di variare, ristrutturare nuove forme di apprendimento. dribbling, finte, ricerca di nuove soluzioni
Anticipazione motoria: capacità che consente al soggetto di prevedere l'andamento, la successione, gli esiti di un'azione e di programmare conseguentemente i propri compiti motori. lettura del gioco, lettura della situazione, visione di gioco)
per tanti discorsi che non sto qui a fare, si può compensare il divario tecnico con situazione tattiche, soprattutto rispettando rigorosamente la posizione in campo assegnata dall'allenatore.
Per l'occasione sono stati convocati 4 giocatori che fanno parte dei pulcini 99: Nikolas, Federico, Marco e Alessio che hanno così esordito con gli esordienti, assaggiando in qualche modo cosa gli spetterà il prossimo anno in questa categoria.
lunedì 19 aprile 2010
domenica 18 aprile 2010
I MUSCOLI DEL CORPO UMANO IN SINTESI
Il corpo umano è una macchina perfetta quanto delicata e la sua anatomia è molto complessa. In questo articolo analizziamo l'anatomia muscolare del corpo umano in un breve escursus, utilissimo al lettore poco addentro all'argomento che - al termine della lettura - avrà le idee più chiare sulla propria struttura muscolare.
Possiamo dividere il corpo umano in tre gruppi fondamentali, ciascuno composto da determinati muscoli:
Braccia
Avambracci - composti da una fascia anteriore ed una posteriore, si collegano in basso ai muscoli della mano ed in alto ai bicipiti.
Bicipiti - composti da una fascia alta ed una bassa, si collegano in basso agli avambracci, in alto ai deltoidi ed alle loro spalle vi sono i tricipiti.
Deltoidi - composti da una fascia anteriore, da una fascia centrale e da una fascia posteriore; la prima si collega in basso coi bicipiti ed all'interno coi pettorali, mentre la seconda si collega a delta (ecco perchè "deltoidi") in basso con il "confine" tra bicipiti e tricipiti ed in fine quella posteriore si collega in alto con i trapezi ed in basso coi tricipiti e coi dorsali.
Tricipiti - composti da tre fasce, una esterna, una esterna ed una lunga che tiene unite le prime due; alle loro spalle vi sono i bicipiti e si collegano in alto col deltoide posteriore.
Gambe
Bicipiti Femorali - o solo femorali, si inseriscono in alto nei glutei ed in basso si legano coi polpacci.
Glutei - volgarmente definibili come i muscoli che rappresentano il sedere, si legano in alto con i lombari ed in basso con i bicipiti femorali.
Polpacci - o solei, sono composti da una doppia fascia muscolare, interna ed esterna; si legano in alto ai bicipiti femorali ed in basso arrivano fino alla caviglia.
Quadricipiti - composti da quattro fasce (da qui il loro nome) che rappresentano la parte anteriore della coscia, legandosi in basso col ginocchio ed entrando nella zona inguinale in alto.
Tronco
Addominali - composti da fascia alta, bassa e laterali, si innestano in alto nei pettorali, in basso nel ventre e lateralmente nei dorsali.
Dorsali - muscoli molto grandi e complessi, si innestano internamente nei lombari ed esternamente nei deltoidi posteriori (in alto) e si aprono "a mo' di ali" di fianco agli addominali laterali, per terminare con un innesto nei fianchi.
Fianchi - si tratta della parte bassa degli addominali laterali, che si innestano posteriormente tra glutei e lombari.
Lombari - composti da parte alta e parte bassa, sono i muscoli portanti della schiena divisi dalla colonna vertebrale e si innestano in basso nei glutei, in alto nei trapezi ed all'esterno nei dorsali.
Pettorali - composti da tre fasce muscolari, alti centrali e bassi, si dividono a loro volta in interni ed esterni; si collegano lateralmente coi deltoidi anteriori, in alto coi trapezi ed in basso con gli addominali.
Trapezi - composdi da fascia anteriore e posteriore, si innestano all'interno negli sternocleidomastoidei (muscoli del collo), all'esterno nei deltoidi e la fascia anteriore si innesta nei pettorali, mentre quella posteriore è collegata con la fascia alta dei lobari.
Possiamo dividere il corpo umano in tre gruppi fondamentali, ciascuno composto da determinati muscoli:
Braccia
Avambracci - composti da una fascia anteriore ed una posteriore, si collegano in basso ai muscoli della mano ed in alto ai bicipiti.
Bicipiti - composti da una fascia alta ed una bassa, si collegano in basso agli avambracci, in alto ai deltoidi ed alle loro spalle vi sono i tricipiti.
Deltoidi - composti da una fascia anteriore, da una fascia centrale e da una fascia posteriore; la prima si collega in basso coi bicipiti ed all'interno coi pettorali, mentre la seconda si collega a delta (ecco perchè "deltoidi") in basso con il "confine" tra bicipiti e tricipiti ed in fine quella posteriore si collega in alto con i trapezi ed in basso coi tricipiti e coi dorsali.
Tricipiti - composti da tre fasce, una esterna, una esterna ed una lunga che tiene unite le prime due; alle loro spalle vi sono i bicipiti e si collegano in alto col deltoide posteriore.
Gambe
Bicipiti Femorali - o solo femorali, si inseriscono in alto nei glutei ed in basso si legano coi polpacci.
Glutei - volgarmente definibili come i muscoli che rappresentano il sedere, si legano in alto con i lombari ed in basso con i bicipiti femorali.
Polpacci - o solei, sono composti da una doppia fascia muscolare, interna ed esterna; si legano in alto ai bicipiti femorali ed in basso arrivano fino alla caviglia.
Quadricipiti - composti da quattro fasce (da qui il loro nome) che rappresentano la parte anteriore della coscia, legandosi in basso col ginocchio ed entrando nella zona inguinale in alto.
Tronco
Addominali - composti da fascia alta, bassa e laterali, si innestano in alto nei pettorali, in basso nel ventre e lateralmente nei dorsali.
Dorsali - muscoli molto grandi e complessi, si innestano internamente nei lombari ed esternamente nei deltoidi posteriori (in alto) e si aprono "a mo' di ali" di fianco agli addominali laterali, per terminare con un innesto nei fianchi.
Fianchi - si tratta della parte bassa degli addominali laterali, che si innestano posteriormente tra glutei e lombari.
Lombari - composti da parte alta e parte bassa, sono i muscoli portanti della schiena divisi dalla colonna vertebrale e si innestano in basso nei glutei, in alto nei trapezi ed all'esterno nei dorsali.
Pettorali - composti da tre fasce muscolari, alti centrali e bassi, si dividono a loro volta in interni ed esterni; si collegano lateralmente coi deltoidi anteriori, in alto coi trapezi ed in basso con gli addominali.
Trapezi - composdi da fascia anteriore e posteriore, si innestano all'interno negli sternocleidomastoidei (muscoli del collo), all'esterno nei deltoidi e la fascia anteriore si innesta nei pettorali, mentre quella posteriore è collegata con la fascia alta dei lobari.
OBIETTIVI CATEGORIA ESORDIENTI
Durante questa fascia d'età la resistenza è la capacità condizionale di base che risente meno dello sviluppo puberale del ragazzo. Si assiste alla riduzione della capacità di equilibrio ed alla difficoltà di movimento. Per contro, si ha un incremento della forza, in particolare della forza esplosiva, ed una aumento della rapidità.
La sfera socio – affettiva mette in risalto l'incremento dell'autostima, lo sviluppo delle capacità di autocritica e l'importanza di sentirsi accettati dal gruppo e quindi il senso di appartenenza.
Aumentano le capacità di collaborare da parte del ragazzo.
Dal punto di vista socio-affettivo, i principali obiettivi da perseguire sono quindi rappresentati da:
- sicurezza di sé e delle proprie capacità;
- rispetto e cooperazione con i coetanei.
Le capacità coordinative e condizionali che dobbiamo sviluppare dovrebbero essere rappresentate da: combinazione, differenziazione, equilibrio, adattamento e trasformazione, organizzazione spazio-temporale, rapidità, forza veloce, mobilità articolare, capacità senso-percettive e schemi motori.
Alla fine del ciclo formativo il ragazzo dovrà essere in grado di conoscere le regole fondamentali del gioco, di acquisire i princìpi fondamentali di attacco e difesa (attacco: possesso della palla, profondità e capacità di conclusione; difesa: rallentare l'azione dell'avversario e scaglionamento), di sviluppare le capacità di dominio della palla ed aumentare il bagaglio tecnico generale.
In senso più specifico, l'allievo dovrà essere in grado di: valutare le traiettorie, tenere la posizione in campo, combinare più schemi motori tra di loro, giocare in più posizioni di campo, passare la palla e rendersi nuovamente utile, calciare di collo piede, colpire la palla di controbalzo, eseguire le rimesse laterali con precisione, controllare la palla di coscia e di petto, eseguire lanci con il piede forte, colpire di testa da fermi ed in elevazione, combinare più gesti tecnici tra loro (es. stop + tiro), cambiare direzione con finta, tirare in porta con la palla in movimento, essere più precisi nei passaggi, colpire la palla al volo, saper proteggere la palla in difesa e marcare a uomo.
In collaborazione con i compagni di squadra, il ragazzo dovrebbe essere in grado di: servirsi dei messaggi di comunicazione verbali, effettuare l'uno-due, dare sostegno al portatore di palla, dettare il passaggio, privilegiare i passaggi in profondità, effettuare le sovrapposizioni, utilizzare la superiorità numerica (2>1) e attuare i princìpi basilari di difesa collaborativa (anticipo e copertura).
Durante quest'età è necessario evitare la specializzazione precoce, dando adito anche ad altri sport come il rugby (per vincere la paura del contatto con l'avversario e il terreno), la pallavolo (per lo studio delle traiettorie) e il basket (per la coordinazione generale).
La sfera socio – affettiva mette in risalto l'incremento dell'autostima, lo sviluppo delle capacità di autocritica e l'importanza di sentirsi accettati dal gruppo e quindi il senso di appartenenza.
Aumentano le capacità di collaborare da parte del ragazzo.
Dal punto di vista socio-affettivo, i principali obiettivi da perseguire sono quindi rappresentati da:
- sicurezza di sé e delle proprie capacità;
- rispetto e cooperazione con i coetanei.
Le capacità coordinative e condizionali che dobbiamo sviluppare dovrebbero essere rappresentate da: combinazione, differenziazione, equilibrio, adattamento e trasformazione, organizzazione spazio-temporale, rapidità, forza veloce, mobilità articolare, capacità senso-percettive e schemi motori.
Alla fine del ciclo formativo il ragazzo dovrà essere in grado di conoscere le regole fondamentali del gioco, di acquisire i princìpi fondamentali di attacco e difesa (attacco: possesso della palla, profondità e capacità di conclusione; difesa: rallentare l'azione dell'avversario e scaglionamento), di sviluppare le capacità di dominio della palla ed aumentare il bagaglio tecnico generale.
In senso più specifico, l'allievo dovrà essere in grado di: valutare le traiettorie, tenere la posizione in campo, combinare più schemi motori tra di loro, giocare in più posizioni di campo, passare la palla e rendersi nuovamente utile, calciare di collo piede, colpire la palla di controbalzo, eseguire le rimesse laterali con precisione, controllare la palla di coscia e di petto, eseguire lanci con il piede forte, colpire di testa da fermi ed in elevazione, combinare più gesti tecnici tra loro (es. stop + tiro), cambiare direzione con finta, tirare in porta con la palla in movimento, essere più precisi nei passaggi, colpire la palla al volo, saper proteggere la palla in difesa e marcare a uomo.
In collaborazione con i compagni di squadra, il ragazzo dovrebbe essere in grado di: servirsi dei messaggi di comunicazione verbali, effettuare l'uno-due, dare sostegno al portatore di palla, dettare il passaggio, privilegiare i passaggi in profondità, effettuare le sovrapposizioni, utilizzare la superiorità numerica (2>1) e attuare i princìpi basilari di difesa collaborativa (anticipo e copertura).
Durante quest'età è necessario evitare la specializzazione precoce, dando adito anche ad altri sport come il rugby (per vincere la paura del contatto con l'avversario e il terreno), la pallavolo (per lo studio delle traiettorie) e il basket (per la coordinazione generale).
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